Dl semplificazioni: Ingegneri Roma, per edilizia sarà peggio

Carla cappiello

Lettura consigliata da Daniele Pulcini

Un dl semplificazioni che a detta di molti invece di semplificare complicherà la vita degli operatori, in particolare nell’edilizia.

Di questo avviso è Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, secondo la quale il provvedimento anziché ampliare, agevolare e semplificare gli interventi sugli edifici esistenti, paradossalmente, in un momento di crisi drammatica del nostro Paese, introduce nuovi vincoli e limitazioni mai invocati ed auspicati in precedenza.

“Ad esempio – spiega in un’intervista all’Agi – l’art. 10 prevede una identica disciplina per gli immobili vincolati ai sensi del D. Lgs. n. 42/04 e per quelli ricadenti in Zona Omogenea “A” ex D.M. n. 1444/68 e pertanto, in caso di D/R (demolizione/ricostruzione, ndr), il divieto generalizzato di modifiche di sagoma, prospetti, sedime, caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, o aumenti di volumetria degli edifici, con la conseguenza che anche per immobili non vincolati e privi di qualsiasi pregio architettonico viene cancellata la possibilità di una loro rigenerazione/recupero edilizio e funzionale”.

In pratica, viene fatta passare l’equiparazione di edifici dall’alto valore architettonico a fabbricati di nessun pregio. “Le zone omogenee A che vengono definite, sotto il profilo amministrativo, dal decreto 1444/68, coprono un ampissimo territorio delle città, compreso il centro storico. All’interno di questo perimetro ci sono fabbricati degni di tutela ai sensi della legge 42 del 2004 e quindi quei fabbricati che hanno un particolare interesse storico, architettonico, paesaggistico ma ci sono tanti fabbricati che non fanno parte del centro, che sono fabbricati non meritevoli di questo interesse storico, artistico”.

Secondo Cappiello “sotto tale profilo, il Decreto Semplificazione con i provvedimenti sulla demolizione e ricostruzione nelle ‘zone omogenee A’ va nella direzione opposta a quella degli obiettivi di impulso alla ripresa economica enunciati dal Governo, anche attraverso un sostegno alle attività edilizie con una semplificazione delle procedure amministrative”. Analogamente, prosegue, “l’incremento degli adempimenti ‘burocratici’ e dilatori per gli interventi di demolizione/ricostruzione (D/R), con la previsione generalizzata di uno strumento attuativo preventivo a formazione complessa (adozione/approvazione/convenzione) e pluriennale appare in contraddizione con le finalità della ‘semplificazione’”.

“In un momento storico come quello che stiamo vivendo – evidenzia il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Roma – mi sarei aspettata un provvedimento normativo che effettivamente ampliasse e semplificasse gli interventi sul patrimonio edilizio esistente mentre, al contrario, con la proposta di decreto si va in una direzione opposta: si disincentiva invece di incentivare, si complica invece di semplificare. In pratica il ritorno all’oscurantismo!”.

Per Cappiello quindi il provvedimento è completamente fuori fuoco. “E’ evidente – osserva – che ci troviamo in una situazione di emergenza causata dalla pandemia Covid-19 che ha messo in crisi interi settori dell’economia tra i quali anche quello delle costruzioni. In tale contesto mi sarei aspettata un provvedimento in linea con l’etimologia della parola ‘semplificazione’ e quindi in linea con l’obiettivo di snellire e  sburocratizzare  gli adempimenti amministrativi, anche allo scopo di attrarre investimenti. Allo stesso modo mi sarei aspettata un provvedimento che desse ‘forza’  ed impulso alla legislazione regionale, di Rigenerazione/Recupero edilizio e funzionale del patrimonio immobiliare esistente”.

“Quanto sopra a titolo di ‘provvedimento emergenziale’, poiché è evidente che il comparto edilizio, per un rilancio a breve/medio termine, ha bisogno di ben altro. Un’armonizzazione delle norme edilizie che siano strutturate in maniera organica a tutela dell’operato delle amministrazioni, dei professionisti e degli operatori del settore, sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo economico, fermi restando gli strumenti, già esistenti, di tutela del nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Ad esempio una complessiva concreta ed efficace revisione ed aggiornamento del TU dell’edilizia DPR 380/01”.

Fonte AGI