Daniele Pulcini parla a Economy Mag

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Assolto da Mafia Capitale, prescritta la vicenda Enpam, per Daniele Pulcini – a capo del gruppo immobiliare di famiglia – resta aperta solo la questione dei canoni alla Regione Lazio. Ma le vicende giudiziarie non l’hanno fiaccato ed è di nuovo in corsa: «Il nostro fiore all’occhiello a Poltu Quatu». Angelo Curiosi per Economy Mag

Quello che posso dire con orgoglio di essere riuscito a resistere, psicologicamente e moralmente. Non stato facile!». Daniele Pulcini, amministratore delegato del gruppo immobiliare romano che ha nello straordinario fiordo turistico di Poltu Quatu il suo fiore all’occhiello, ha passato negli ultimi anni più di un brutto momento sia economico, a causa della crisi del settore immobiliare che rappresenta il core business del gruppo, sia giudiziario. «Senza ragione!» protesta lui, o quantomeno senza le eclatanti ragioni che le ricostruzioni accusatorie accreditano, vista che oggi qualcosa in archivio per prescrizione e matte net cestino delle assoluzioni, anche se resta dell’altro da dipanare. «Sta di fatto che can molta fatica oggi siamo di nuovo in corsa, il business riprende, i conti sono in ordine e abbiamo in cantiere molti nuovi progetti», dice l’imprenditore.

«Del resto nella causa Mafia Capitate sono stato assolto. Quella dell’Enpam è stata in parte prescritta e sulla rimanente ci siamo appellati: è rimasta in piedi cioè l’accusa di truffa, secondo cui avremmo affittato immobili alla Regione Lazio a canoni presuntivamente troppo alti, talmente alti che alla scadenza la Regione ha ben pensato di rinnovarli per to stesso valore. Confido perciò nella possibilità di dimostrare che siamo in regola». Parla piano Pulcini, se irritato sa dissimularlo molto bene. Ma le sue sono le parole tante volte ascoltate, e da tanti, in quel nodo disastrato rappresentato in Italia dai rapporti tra pubblica amministrazione e imprenditoria privata, soprattutto edile.

“Palazzinari”, è la bolla d’infamia che ha coperto un’intera categoria, con l’epicentro a Roma; concussione è il reato can cui molti, troppi, pubblici ufficiali hanno estorto soldi agli imprenditori in cambia dell’esecuzione del loro dovere: «Ora ci sono troppe leggi, troppo complicate e troppo interpretabili – si sfoga l’imprenditore – Si deve pagare anche per cose che spettano di diritto. La Stato vive in alcune sue articolazioni in una dimensione che è sicuramente di inefficienza e si trasforma a tratti in vera e propria illegalità eppure, naturalmente, chiede ai cittadini di vivere nella legalità, resistendo anche ai ricatti! Per questa noi, come azienda, veniamo da dieci anni di fatica immobiliare, funestati da vicende giudiziarie varie. Che hanno interferito col business, costringendoci ad aumentare l’indebitamento. Oggi, tuttavia, stiamo ristrutturando questo debito e il nostro patrimonio, già riallineato, di circa 800 milioni, l’indebitamento di circa 200, abbiamo circa 200 dipendenti, ma un potenziale di indotto – a cantieri aperti – che sfiora i duemila e il nostro impegno è anche per loro. Ora dobbiamo ripartire alla grande. Perché il nostro patrimonio non è totalmente locato, ma i canoni bilanciano il debito a lungo termine. E stiamo sistemando quello a breve-medio vendendo alcuni cespiti».

«Nelle nostre difficoltà non ci siamo mai sconfortati, non abbiamo mai pensato di lasciare l’Italia – ribadisce Daniele Pulcini – Le cose che vanno bene gratificano; per le altre ci si impegna ad affrontarle comunque positivamente. Nell’attuale condizione di grande crisi la cosa più importante è portare a termine la ristrutturazione del debito e tornare bancabili, come si dice in gergo. Sicuramente questo è l’anno cruciale e siamo fiduciosi, perché abbiamo tutto sotto contralto».

E si illumina concludendo: «Il nostro grande gioiello Poltu Quatu. Un’intuizione di papà Antonio, alla fine degli Anni Settanta. Un fiordo naturale mitico, gestito oggi in prima persona dal gruppo: hotel, marina, negozi, ristorazione e attività d’intrattenimento. Dove quest’estate ha debuttato can enorme successo il Lio del gruppo Pacha, un esempio di success-business, frutto dell’alleanza di due grandi gruppi grazie al quale abbiamo portato in Sardegna il meglio delle proposte internazionali dell’intrattenimento».