Corriere della Sera, assolto il costruttore Antonio Pulcini

“Il noto costruttore Antonio Pulcini non è stato condannato ma è stato assolto” nel processo sulla realizzazione di un parcheggio a piazziale Clodio. Lo ha precisato il difensore, Tito Milella, che ha sottolineato inoltre come “né Antonio Pulcini, né gli altri imputati di questo processo hanno pagato una tangente di 150.000 euro o altra all’ex direttore della direzione Regionale Lazio dell’Agenzia del Demanio, Renzo Pini, né agli stessi è stato contestato il reato di corruzione”.

Milella ha ricordato ancora come II “direttore dell’Agenzia è stato condannato per abuso di ufficio perché, dopo l’aggiudicazione della gara, avrebbe consentito la sottoscrizione del relativo contratto nonostante fosse decorso da pochi giorni il termine fissato, peraltro, senza altrui danno in quanto l’aggiudicataria era stata l’unica partecipante alla gara.

Il dottor Antonio Pulcini e le società del suo Gruppo non hanno partecipato alla gara per la costruzione del parcheggio di piazzale Clodio: il costruttore si era limitato a sollecitare due banche, di cui era importante cliente, al rilascio di semplici lettere di referenza bancaria, secondo le quali la società costituita dal figlio ed altri due noti imprenditori, aveva la capacità di ottenere eventuali finanziamenti per almeno 1,5 milioni di euro. Attestazioni che la Procura aveva ritenuto false.

Il Tribunale ha riconosciuto la totale insussistenza di tale falsità. Di conseguenza le referenze bancarie presentate dagli imputati non avevano turbato la gara indetta del Demanio”. Ancora: “Il dottor Antonio Pulcini e i funzionari delle banche, tutti incensurati e adesso totalmente scagionati dal Tribunale, sono stati sottoposti per alcuni mesi agli arresti domiciliari e hanno sofferto perciò gravi danni alla loro reputazione e per le rispettive aspettative lavorative e di carriera e pertanto avvieranno ogni necessaria azione riparatoria”. La condanna a due anni di carcere è stata invece inflitta a Daniele Pulcini, figlio dell’imprenditore.

Stessa pena (rispondevano di traffico d’influenze e abuso d’ufficio) per l’intermediario Marcello Visca e per Giuseppe Alberti della società “Flora Energy”.

CORRIERE DELLA SERA 28-FEB-2020